“Riflessioni e scomposizioni architettoniche” di Massimo Rasero

Ci sono città che si possono raccontare attraverso i monumenti, altre attraverso le piazze, i musei, i grandi edifici. Torino, invece, può essere letta anche attraverso ciò che quotidianamente ci passa davanti agli occhi: una facciata, un portone, una finestra, una cornice, la geometria inattesa di un balcone, la sequenza rigorosa di un palazzo.

È proprio in questa dimensione, apparentemente silenziosa e quotidiana, che nasce il lavoro di Massimo Rasero presentato a Musa Art Gallery con il titolo Riflessioni e scomposizioni architettoniche.

(tratto dal testo di F.Longo)

 

Il lavoro di Massimo Rasero rappresenta l’esito di una complessa sovrapposizione di punti di vista e di scomposizioni dell’immagine, da cui emerge una nuova forma di figurazione. Questa ricerca si colloca, da un lato, nell’alveo del Nouveau Réalisme caro ad Arman e, dall’altro, rivela un debito nei confronti di una visione classicista, in cui il tempo appare frammentato ma capace di ritrovare un equilibrio interno, come nelle celebri Piazze d’Italia di De Chirico.

(tratto dal testo di Chiara Massini)

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A cura di
Francesco Longo e Chiara Massini

INGRESSO libero